XXVIII Domenica T.O.C
(2Re, 5,14-17; Sal 97; 2Tm 2,8-13; Lc 17,11-19)
In questa XXVIII Domenica, vorrei sottolineare tre aspetti fondamentali della vita: 1. Dio ci stupisce, ci sorprende; 2. Dio ci chiede di essere fedeli; 3. Dio è la nostra forza.
1. “Dio ci stupisce, ci sorprende”. La Ia Lettura ci narra di Naaman, capo dell’esercito del re di Aram: per guarire dalla lebbra si rivolge al profeta Eliseo, che non compie riti magici, né gli chiede cose straordinarie, ma solo fidarsi di Dio e di immergersi nell’acqua del fiume Giordano. È una richiesta che lascia Naaman dubbioso e anche sorpreso: gli ha chiesto qualcosa di così semplice da fare (immergersi nell’acqua). Vuole tornare indietro, ma poi si immerge nel Giordano e subito guarisce dalla lebbra. Ecco, carissimi, come Dio ci sorprende; è proprio nella debolezza, nella povertà, nell’umiltà che si manifesta e ci dona il suo amore che ci salva, ci guarisce, ci dà la forza. Chiede solo che seguiamo la sua parola e ci fidiamo di Lui.
Questa è l’esperienza della Vergine Maria: davanti all’annuncio dell’Angelo, non nasconde la sua meraviglia.
È lo stupore di vedere che Dio, per farsi uomo, ha scelto proprio lei, una semplice ragazza di Nazaret, che è aperta a Dio, si è fidata di Lui, anche se non comprende tutto: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1,38). Questa è stata la sua risposta. Dio ci sorprende sempre, mette in crisi le nostre idee, i nostri progetti, e ci dice: “tu fidati di me, non avere paura, lasciati sorprendere, esci da te stesso e…vieni e seguimi!
Oggi chiediamoci: abbiamo paura di quello che Dio potrebbe chiederci o di quello che ci chiede?
Mi lascio sorprendere da Dio, come ha fatto la Vergine Maria, o mi chiudo nelle mie sicurezze, penso solo a me stesso? Lascio veramente entrare Dio nella mia vita? Come gli rispondo?
2. Nel brano di S. Paolo nella IIa Lettura, l’Apostolo si rivolge al discepolo Timoteo dicendogli: “ricordati di Gesù Cristo, risorto dai morti…per il quale soffro fino a portare le catene come un malfattore. Ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. Questa parola è degna di fede: se moriamo con lui, con lui anche vivremo; se perseveriamo, con lui anche regneremo; se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà; se siamo infedeli, lui rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso”.
Ecco il secondo punto: fare memoria, ricordarci sempre di Cristo, e questo significa perseverare nella fede; Dio ci sorprende con il suo amore, ma ci chiede fedeltà nel seguirlo. Pensiamo a quante volte ci siamo entusiasmati per aver fatto qualcosa di bello, per qualche iniziativa, ma poi, di fronte alle prime difficoltà, ai primi problemi, abbiamo abbandonato tutto. E questo purtroppo, avviene anche nelle scelte fondamentali della nostra vita, come quella, per esempio, del matrimonio. La difficoltà di essere costanti, di essere fedeli alle decisioni prese, agli impegni assunti. Spesso è facile dire “sì”, ma poi non si riesce a ripetere questo “sì” ogni giorno. Non si riesce ad essere fedeli fino alla fine. Maria ha detto il suo “sì” a Dio, un “sì” che ha sconvolto la sua umile esistenza di Nazaret, fin sotto la Croce.
E io mi domando: sono un cristiano “a tempo”, o sono un cristiano ogni giorno?
Dio ci chiede di essergli fedeli, ogni giorno, nelle azioni quotidiane e aggiunge che, anche se a volte non gli siamo fedeli, Lui è sempre fedele e con la sua misericordia non si stanca di tenderci la mano per rialzarci, di incoraggiarci a riprendere il cammino, di ritornare a Lui e dirgli la nostra debolezza perché ci doni la sua forza.
3. L’ultimo punto: Dio è la nostra forza. Pensiamo ai dieci lebbrosi del Vangelo guariti da Gesù: gli vanno incontro, si fermano a distanza e gridano: “Gesù, maestro, abbi pietà di noi!”. Sono malati, bisognosi di essere amati, di avere forza e cercano qualcuno che li guarisca. E Gesù risponde con la sua compassione, guarendoli tutti dalla loro malattia. Fa impressione, però, vedere che uno solo torna indietro per lodare Dio e ringraziarlo. Gesù stesso lo nota: uno solo è ritornato per ringraziare Dio e riconoscere che Lui è la nostra forza. Anche noi dobbiamo ringraziare sempre il Signore per tutto quello che fa’ per noi perché tutto è suo dono. Se noi possiamo capire che tutto è dono di Dio, quanta felicità avremo nel nostro cuore! Dire grazie è così facile, eppure così difficile! “Permesso”, “scusa”, “grazie”: Quante volte diciamo grazie a chi ci aiuta, ci è vicino, ci accompagna nella vita? Spesso diamo tutto per scontato! E questo avviene anche con Dio. E’ facile andare dal Signore a chiedere qualcosa, ma andare a ringraziarlo: “Mah, non mi viene”. Per concludere, invochiamo l’intercessione di Maria, perché ci aiuti a lasciarci sorprendere da Dio senza riserve, ad essergli fedeli ogni giorno, a lodarlo e ringraziarlo perché è Lui la nostra forza. Amen.