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Chiusura definitiva del vecchio edificio e trasferimento nel capannone industriale

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In merito alla decisione di chiudere definitivamente il vecchio edificio scolastico e di trasferire la scuola in un capannone industriale, le perplessità riguardano innanzitutto la pericolosità del vecchio edificio. Al riguardo sorgono spontanee alcune domande:

- data la pericolosità dell'edificio, che a detta dell'Amministrazione comunale è già nota da alcuni anni, come mai non molti anni fa sono stati installati pannelli fotovoltaici sul tetto dell'edificio? ne è già stata prevista la rimozione e lo spostamento?

- come mai, sempre data la grande pericolosità, per anni lo stesso edificio ha ospitato in estate una Casa Vacanze? verrà garantito che l'iniziativa non si ripeterà?

- come mai l'edificio non è stato transennato? come mai non è stato chiuso l'accesso a Piazza Aldo Moro? come mai non è stata immediatamente avviata una procedura di demolizione dell'edificio, visto il pericolo che rappresenta per le abitazioni che sorgono in basso rispetto alla scuola?

- verrà assicurato che l'edificio, data la sua estrema pericolosità, non verrà più utilizzato, a nessuno scopo, e resterà inaccessibile?

- l'encomiabile principio di precauzione verrà utilizzato anche per vietare l'uso della biblioteca, della sala polivalente, della sala parrocchiale (tutti edifici di interesse pubblico di cui non risulta alcuna rispondenza alle norme sismiche), per evitare che quei bambini e quelle insegnanti di cui si è voluto salvaguarda l'incolumità e tutti gli altri abitanti di Guilmi si ritrovino in pericolo di vita?

Altre perplessità suscitano l'incongruenza della scelta di una sede provvisoria non idonea e l'aggravio per il bilancio comunale. La soluzione più logica sarebbe dovuta essere quella di trasferire i bambini nella Scuola di Carpineto Sinello, che a quanto risulta non è stata chiusa. O se, diversamente da quanto pensano Sindaco e genitori di Carpineto, non ci si fida della sicurezza dell'edificio di Carpineto, dove comunque gli scolari continuano ad andare, il trasferimento sarebbe dovuto avvenire nella Scuola elementare di Gissi.

A proposito di questo edificio, il Sindaco di Gissi ha rilasciato alla stampa la seguente dichiarazione: "La scuola elementare e la scuola media, ad esempio, sono state ristrutturate due anni fa e hanno il massimo coefficiente sismico di sicurezza previsto dalla legge. Casa mia non ha quel coefficiente, quindi se io chiudo le scuole e i ragazzi restano a casa, sono certo che rischiano più a casa che a scuola."

Se invece l'obiezione a questa prima scelta logica era quella di risparmiare ai bambini un faticoso tragitto in scuolabus, la scelta del capannone, che dista comunque 3,5 chilometri dal paese, non si giustifica. In questo caso, la soluzione avrebbe dovuto essere quella di destinare a sede provvisoria della scuola l'edificio del "Centro minori immigrati" sito in Via Circonvallazione n. 5 nell'ex farmacia, per i cui lavori di adeguamento sismico e funzionale il Comune di Guilmi ha assunto un mutuo di 187.276 euro presso la Cassa Depositi e Prestiti (come risulta, tra l'altro, dalla determinazione 156 del 29.9.2014 del Responsabile dell'Area Tecnica).

Si è scelto invece, contro ogni logica, di trasferire la scuola in un capannone industriale, senz'altro non pensato né idoneo per ospitare una scuola, e men che meno le classi della scuola dell'infanzia e primaria, ossia i bambini più vulnerabili. Per renderlo minimamene consono allo scopo si è dovuto ricorrere al lavoro "volontario" dei genitori dei bambini. Da quanto risulta, oltre all'impegno delle mamme per la pulizia e la decorazione dei locali, alcuni papà si sono dovuti occupare di essenziali lavori di adeguamento interno (ad esempio la posa dei pavimenti). Pur con le dovute riserve di opportunità e legalità, si spera che una tale generosità e un tale impegno siano stati almeno ricompensati con la stipula delle dovute assicurazioni per infortunio e responsabilità civile. Si è dovuto inoltre stanziare in urgenza un importo di 20.000 euro per eseguire i lavori necessari per lo spostamento delle attività didattiche (si veda la deliberazione della Giunta comunale n. 31 del 3.11.2016), che vanno a gravare sul bilancio corrente di esercizio. Stanziamento di cui non è dato sapere con quali entrate verrà coperto.

Veniamo ora all'antisismicità, all'idoneità, alla sicurezza e alla salubrità del capannone industriale per ospitare bambini così piccoli.

Va fatta in primo luogo una precisazione. Diversamente da quanto affermato dall'Amministrazione di Guilmi, da vari provvedimenti comunali (ad es. la deliberazione di Giunta comunale n. 29 del 13.07.2014 e la determinazione del Responsabile Area Tecnica n. 158 del 1.10.2014) risulta che il capannone non è al momento di proprietà del Comune, ma è preso in locazione alla società Rinnova Srl dietro pagamento di un canone di locazione e diverrà di proprietà del Comune di Guilmi solo trascorsi i 25 anni della durata della concessione a Rinnova Srl.

Per quanto riguarda le affermazioni sull'antisismicità del capannone, vari sono gli elementi di perplessità. Secondo quanto risulta, ad esempio dalla summenzionata determinazione del Responsabile Area Tecnica n. 158 del 1.10.2014, i lavori di costruzione del capannone sarebbero iniziati il 6.11.2012 e l'impianto fotovoltaico sovrastante sarebbe stato collaudato il 28.12.2012, un collaudo che non può che far presumere che il capannone sottostante era terminato. Non possono quindi che esprimersi riserve sull'antisismicità di un edificio costruito in meno di 40 giorni. Ci si chiede inoltre se, vista l'asserita "fortissima scossa" di terremoto (la scrivente, a Guilmi al momento del terremoto, non ha avvertito che un leggerissimo movimento), sia stato fatto un sopralluogo per accertare che l'"antisismicità" del capannone non sia stata compromessa.

Per quanto riguarda la salubrità e la sicurezza di un capannone industriale e la sua idoneità a ospitare classi della scuola dell'infanzia e della scuola primaria, per giunta per un periodo che si preannuncia lungo (sembrerebbe che, stando al progetto esecutivo del nuovo edificio scolastico, siano previsti oltre 550 giorni (quasi 18 mesi) per l'esecuzione dell'opera), non posso che esprimere preoccupazione e perplessità e chiedermi se l'Ufficio regionale didattico è al corrente di questi fatti e soprattutto con quali argomenti la direzione dell'Istituto Omnicomprensivo "Spataro" si sia lasciata convincere a dare il benestare ad una simile soluzione. Possedendo terreni nelle vicinanze, conosco il capannone e ho visitato di nuovo i luoghi dopo l'installazione della scuola. Le domane che mi sorgono spontanee sono:

- il capannone dispone di tutte le autorizzazioni necessarie: igienico-sanitarie, di agibilità e di abitabilità, di sicurezza e antincendio?

- sembrerebbe che per il riscaldamento degli ambienti adibiti ad aule e a mensa siano stati previsti termoconvettori (la verifica della loro tenuta è rinviata all'arrivo del freddo invernale e della prima nevicata). Come si spera di affrontare il problema di umidificazione e di polvere che questi impianti di riscaldamento comportano, soprattutto dato che le aule non possono essere ermeticamente isolate dal restante capannone?

- nella cucina e nel bagno si dispone di acqua potabile, di acqua calda e di allaccio alle fogne?

- da quanto ho potuto vedere, sembrerebbe che la palestra sia stata ricavata nel gigantesco spazio del capannone, delimitando malamente uno spazio con un telo di plastica fino ad un'altezza scarsa di 1,70. Come si pensa di poter isolare questo spazio dallo spesso strato di polvere e detriti e dal cattivo odore di un capannone inospitale e buio che al suo interno ospita attualmente cassonetti, taniche di benzina, rifiuti di pannelli coibentanti in lana di vetro e che fino al giorno prima era destinato, tra l'altro, al parcheggio dei camion della spazzatura? come si pensa di riscaldare questo ambiente?

- all'esterno dell'edificio, a parte una limitata area, che è stata frettolosamente asfaltata alla meno peggio, antistante la porta di entrata dei locali adibiti ad aule, lo spazio perimetrale intorno al capannone presenta tutta una serie di pericoli per i bambini: paletti di ferro arrugginiti che fuoriescono dal cemento di fondazione a pochissimi metri dalla porta di entrata, grosse pietre di fiume, grandi pozze d'acqua. Sono previste soluzioni?

- sono state previste uscite di emergenza di facile accessibilità e utilizzabilità?

- per il momento l'energia elettrica è fornita da un gruppo elettrogeno, rumoroso e maleodorante, che è stato sistemato nelle immediate vicinanze delle aule con a fianco (ma qualcuno si preoccupa della sicurezza?) le taniche di gasolio che servono per alimentarlo. Il colmo per un capannone che sul tetto ospita da oltre quattro anni, e non certo da ieri, 4.500 metri quadrati di pannelli fotovoltaici!!

- addossate alla struttura a poca distanza dall'uscita delle aule vi sono cabine e quadri elettrici. Ne è stata verificata la sicurezza?

Le domande potrebbero continuare, ma ci si chiede con quale irresponsabile leggerezza chi di dovere non se le sia poste e non abbia risposto nel senso di lasciar cadere una simile opzione.

2. Progetto di costruzione di un nuovo Polo scolastico in Contrada Piane di Guilmi

Come è stato riferito già da mesi, anche dal suo giornale, a poca distanza dal capannone è prevista la realizzazione di un nuovo edificio per la scuola dell'infanzia e la scuola primaria. Fatto questo che agli spiriti avvertiti non parrà di secondaria importanza nella scelta di trasferire bambini di pochi anni in un edificio non idoneo.

Chiunque si dia la pena di analizzare questo progetto non può non reagire con la più grande perplessità e non porsi alcune domande, a cui vorrei invitare sia l'Amministrazione Regionale che l'Amministrazione comunale di Guilmi a rispondere.

Secondo i dati ISTAT, al 1° gennaio 2015 Guilmi contava una popolazione di 428 abitanti. Sempre secondo i dati Istat, la popolazione di Guilmi ha registrato un andamento in costante calo dai 517 abitanti registrati nel 2001. L'indice di natalità negli ultimi 5 anni per Guilmi è stato in media del 4,6 (ossia meno di 2 nati all'anno). Il saldo naturale (differenza fra le nascite e i decessi) è rimasto fortemente negativo nell'ultimo decennio. Per quanto riguarda la popolazione per classi di età scolastica la situazione nel 2015 era tale per cui si contavano 2 bambini in età da scuola dell'infanzia e 15 bambini in età da scuola primaria. Considerando l'indice di natalità di cui si è detto, il ricambio non potrà essere superiore a 5 bambini all'anno, che potrebbe risultare persino inferiore se si confermerà l'andamento in media negativo del saldo migratorio totale e l'indice di vecchiaia del Comune (nel 2015 pari a 422,9 anziani per ogni 100 giovani). Questi numeri indicano in prospettiva la tendenza allo spopolamento scolastico. Per quanto riguarda l'ambizione di divenire Polo scolastico circondariale, l'accordo raggiunto con l'Amministrazione del vicino Comune di Carpineto Sinello lascia il tempo che trova: non si è mai dato che un Sindaco possa intimare, con ordinanza, ai genitori a quale scuola iscrivere i propri figli. D'altronde i genitori di Carpineto hanno già avuto modo di esprimere la loro opposizione al progetto. Quindi, riassumendo, si rischia di costruire un edificio scolastico di 1000 metri quadrati pensato per 175 scolari che al massimo ne ospiterà 20, con tutti gli oneri per le casse comunali!

Visto questo andamento della popolazione scolastica di Guilmi ci si chiede:

- sulla base di quali considerazioni e criteri la Regione Abruzzo ha inserito il progetto di polo scolastico in Contrada Piane di Guilmi nell'elenco che ha trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e che da questa è stato approvato? come è possibile che con tutte le scuole che aspettano adeguamenti sismici in una Regione a media e alta sismicità per gran parte del suo territorio non vi fossero all'epoca urgenze maggiori o progetti che rispondessero realmente ai requisiti fissati dall'ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3728 del 29 dicembre 2008?

- perché è stato finanziato un progetto di nuovo edificio scolastico in piena area agricola, lontano da insediamenti, che prevede l'esproprio di più di 13.000 metri quadrati di terreni agricoli, per cementificare 1000 metri quadrati e costruire per 20 alunni un edificio che rischia di svuotarsi in pochi anni e di diventare la solita cattedrale nel deserto? è stato mai fatto uno studio serio sulla sua utilità?

- perché, diversamente da quanto avvenuto con altri Poli scolastici in predicato nella Regione, quello di Contrade Piane di Guilmi, invece che mediante un debito dibattito pubblico, sembra essere stato deciso a porte chiuse? Ma da chi?

Altro aspetto del progetto. All'epoca dell'assegnazione dei finanziamenti, il nuovo edificio scolastico era lungi dall'essere cantierabile. In più, l'area prescelta per la localizzazione risultava ancora "agricola" nel Piano regolatore generale. Il Comune ha pertanto proceduto alla variante al PRG. Anche qui molti gli interrogativi sulla procedura seguita:

- perché sulla variante non è stata effettuata la Valutazione ambientale strategica (VAS) e l'obbligatoria Valutazione di incidenza ambientale (VINCA), visto che nel territorio di Guilmi ricade, seppure piccola, una porzione del Sito di interesse comunitario (SIC) IT7140123 Monte Sorbo (Monti Frentani)?

- perché la popolazione è stata tenuta completamente all'oscuro della variante e neanche i proprietari dei terreni da espropriare sono stati informati? Perché la più importante opera pubblica realizzata nel Comune di Guilmi da vari decenni (se si eccettua il capannone) è stata realizzata nella più assoluta opacità dell'Amministrazione comunale?

 

 

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