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Delegazione della Copagri al sit in a Roma contro l'Imu agricola

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Sull’infinita telenovela del pagamento per l’I.M.U. sui terreni agricoli e sui contestabili ed iniqui contenuti del dl 4/2015 del 21 Gennaio u.s., attualmente in discussione presso la Camera dei Deputati, la Copagri promuove,  Mercoledì 25 prossimo, un “sit in” davanti a palazzo Montecitorio.

La Copagri Abruzzo parteciperà con una propria delegazione.

“La discussione che sta maturando dentro la commissione parlamentare sul merito del Decreto Legge 4/2015 è assolutamente insoddisfacente perchè, al di là della proroga della scadenza dei termini del pagamento dell’esoso tributo senza interessi di mora cui un emendamento fa esplicito riferimento in ragione dei contenuti dello ‘statuto del contribuente’ che è già legge  e non permette alcuna scelta alternativa, restano in piedi tutte le iniquità e contraddizioni più volte evidenziate dalla nostra organizzazione. Questa patrimoniale va sospesa per intero per il 2014 e profondamente rivista e riadeguata per il 2015. I numerosi ricorsi pendenti davanti al T.A.R. del Lazio sono la manifesta dimostrazione di quanto poco normale ed equilibrata sia l’ imposta almeno così come è stata formulata e concepita. Non si possono tassare indiscriminatamente  tutti i terreni agricoli siti nelle zone classificate normali, anche quelli che non producono alcun reddito per gli operatori agricoli come i pascoli e gli incolti. E’ poco  equo NON far pagare i Coltivatori Diretti ed Imprenditori Agricoli Professionali (I.A.P.) iscritti all’I.N.P.S. nelle zone ‘montane e svantaggiate e farlo fare a quelli nelle zone normali. E’ poco corretto che alcuni  comuni pretendano il pagamento del tributo sulla coltura risultante al catasto, in luogo di quella effettivamente esercitata sul fondo agricolo, così come il discorso di esigerlo sui terreni gravati da uso civico”.
La Copagri manterrà un profilo di grande attenzione verso il Parlamento per far correggere le tante storture contenute nel dl 4/2015 così come avrà cura d’informare la pubblica opinione sulle proprie iniziative e sulle proposte perché, sulla pelle degli agricoltori e dell’intero comparto, non possano ulteriormente consumarsi ingiuste iniziative tese solo a fare cassa senza alcun pensiero alla manutenzione del territorio ed alla fornitura di cibo ed alimenti di qualità.

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