Chi ha la bontà di leggermi sa che non uso questo strumento per parlare di cose mie personali. Ma oggi faccio un' eccezione, perché ciò che scriverò mi consentirà due cose: ringraziare mia madre, nel giorno della FESTA DI TUTTE LE MAMME e rilanciare il messaggio di un grande Padre della Patria: Pietro Nenni.
Ringrazio mia mamma per avermi messo al mondo, per avermi allevato ed educato, per volermi bene e dimostrarmelo ogni giorno. Questi ringraziamenti li possono, anzi li devono, fare tutti i figli del mondo alle rispettive mamme.
Io, però, ne ho anche un quarto: ringrazio mia mamma per non avermi insegnato a odiare e quindi a denigrare e "puntare" gli altri.
Ho uno strumento delicato tra le mani, grazie al quale potrei intingere continuamente la penna nel veleno e "sputtanare" le persone, magari facendo circolare notizie tendenziose, ma penso di non averlo mai fatto, proprio perché mia mamma non mi ha insegnato a odiare gli altri. Devo tuttavia riconoscere che non so porgere l' altra guancia, forse proprio perchè mi accontento del "male non fare e paura non avere". Regola, quest' ultima, che mi aiuta per davvero in un' altra attività che faccio, sia pure in modo alterno e "strano", che è la politica.
In politica non osservo le regole del cinismo politico, grazie appunto all' insegnamento di mamma. Eppure il cinismo mi sarebbe servito per fare un carrierismo di maniera. Che non ho fatto e che non farò, in quanto privo di "leccaculismo", regola principe per fare carriera, soprattutto in questo tempo.
Il non saper odiare le persone mi torna utile quando mi relaziono coi politici di ogni livello per costruire le mie azioni sociali, perché riesco ad applicare pienamente la regola del vecchio Pietro Nenni: "la politica non si fa né con i sentimenti e né con i risentimenti".
Purtroppo, ho vari amici, schierati e non schierati, di destra e di sinistra, che fanno politica coi risentimenti.
Forse chi odia lo fa perché è un meccanismo di difesa usare il rancore per lenire le frustrazioni. Ma sono convinto che se si cercasse meglio negli insegnamenti delle mamme, si troverebbe più tolleranza verso il prossimo. Come la mia, nessuna mamma vuole che il figlio si metta ad odiare, perchè l'odio genera altro odio e gli odi reciproci generano violenza (anche verbale) e la violenza genera dolore.
Nessuna mamma vuole che il figlio provi dolore.